Scautismo nautico

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«Ogni ragazzo normale ha (o spero che abbia) il desiderio, in un momento o nell’altro durante la sua  adolescenza, di evadere sul mare. Ebbene, noi gli diamo i mezzi per diventare un navigatore e un avventuriero, sia pure in scala ridotta, e quindi egli acquista, grazie al suo entusiasmo, molte virtù virili, sul piano fisico, mentale e morale». (B.-P.)

Iniziamo questo nostro articolo con le parole di B.-P.; chi meglio di lui poteva dare gli elementi per tracciare la rotta dello scautismo nautico?  «Il fatto di affrontare e vincere uno degli elementi, imparando a nuotare e a navigare in una barca fatta dall’uomo, dà una forma di coraggio morale e di fiducia in se stessi. La salute acquisita con la vita all’aperto, il coraggio e l’indurimento fisico insiti nel far fronte al cattivo tempo, l’attività fisica e l’abilità manuale, la pronta ubbidienza agli ordini e lo spirito di risorsa insiti nel maneggio di una barca, tutto ciò contribuisce alla valida formazione di una personalità di adulto; e le crociere verso siti diversi e il commercio con uomini di altri mari hanno il loro effetto stimolante sull’intelligenza dei ragazzi. Se lo si propone

con queste intenzioni, lo scautismo nautico non è così difficile come il nome sembrerebbe talora indicare. Esso non implica necessariamente l’andare per il mare, né la scienza della navigazione, ecc., anche se tutto ciò rappresenta un utile tocco finale. Per un livello elementare non vi è nulla di meglio di crociere ed uscite nei fiumi o nei canali, su barche o su canoe (..)». (B.-P.)

(tratto da SPECIALE SETTORE NAUTICO Ecco la nuova carta d’identità dello scautismo nautico Agesci” – P.E.)