35,10,0,50,1
25,600,60,0,3000,5000,25,800
90,150,1,50,12,30,50,1,70,12,1,50,1,1,1,5000
0,2,1,0,2,40,15,5,2,1,0,20,0,1
Apertura Anno scout 2017/2018
Apertura Anno scout 2017/2018
Campo Estivo 2016
Campo Estivo 2016
By Agesci Porto Torres 1
Route Nazionale Comunità Capi 1997
Route Nazionale Comunità Capi 1997
Firma Carta di Clan - 1980
Firma Carta di Clan - 1980
By Agesci Porto Torres 1
Campo Estivo di gruppo 2016
Campo Estivo di gruppo 2016
By Agesci Porto Torres 1
Route Nazionale Branca RYS 2014
Route Nazionale Branca RYS 2014

Progetto Unitario di Catechesi

P.U.C. - Uno dei tanti acronimi di cui è ricco il vocabolario scout. I capi scout quando parlano di P.U.C. intendono riferirsi al Progetto Unitario di Catechesi, il documento, pubblicato nel 1983, frutto di profondi studi e di elaborazione da parte del gruppo guidato da padre Giovanni Ballis. L’obiettivo era quello di dare unitarietà ed organicità alla proposta di fede in AGESCI, di coordinarla con il progetto catechistico della Chiesa italiana, di far emergere le potenzialità insite nel metodo scout in ordine all’educazione alla fede. All’atto della pubblicazione il “PUC”, come da subito venne chiamato, apparve come uno strumento ben fondato, multidisciplinare, attento alla dimensione  umana e a quella catechetica, intrecciata con il metodo educativo dello Scautismo. Unanimemente fu riconosciuto come una delle migliori “traduzioni pratiche” del progetto catechistico della Chiesa italiana, che diventava in questo modo attuabile anche attraverso la metodologia dello Scautismo.

Dopo il P.U.C., il Sentiero Fede, che fu pubblicato alcuni anni più tardi, proseguì questa riflessione e diede ulteriori strumenti ai Capi per il loro servizio, consentendo loro di acquisire una mentalità e una metodologia che consentissero loro di diventare ancora di più dei “Capi – catechisti”, il più possibile credibili ed efficaci.

Per i Capi dell'Agesci, il P.U.C. costituisce lo strumento, insieme al Sentiero Fede, utile per la progettazione di percorsi di Fede organici e sistematici per i ragazzi.

La nostra Comunità Capi ha voluto dedicare un anno di lavoro, basato su incontri con diversi "amici" sacerdoti (padre Ilario Bianchi, don Salvatore Fois e don Pierangelo Muroni), per riscoprire l'importanza dei due documenti e la necessità di un loro utilizzo nella programmazione.

Nella meravigliosa giornata vissuta a piazza San Pietro il 23 ottobre 2004, in quella che sarebbe stata la sua ultima udienza concessa ad un gruppo così numeroso di giovani, il santo padre Giovanni Paolo II esortava i Capi dell’AGESCI a vivere la “responsabilità di accompagnare nel cammino della vita tanti fanciulli, ragazzi e giovani, che attendono da voi di essere aiutati a crescere armoniosamente, per contribuire all’edificazione di un mondo d’amicizia e di solidarietà.”

E continuava il suo discorso dicendo: “Siate uomini e donne che, facendo riferimento al Vangelo di Gesù, sanno educare altri a vivere nella libertà e nella responsabilità, a “nuotare contro corrente” per vincere la tentazione dell’individualismo, della pigrizia, del disimpegno. Non abbiate paura di avanzare con fantasia, sapienza e coraggio sulle strade dell’educazione delle giovani generazioni. Il futuro del mondo e della Chiesa dipende anche dalla vostra passione educativa.”

Un riconoscimento del lavoro che la nostra Associazione continua a svolgere all'interno della Chiesa, ma anche una grandissima responsabilità che i capi devono essere capaci di assumersi: una proposta di Fede, preparata e curata in modo consapevole, e vissuta in primo luogo dai capi.

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