35,10,0,50,1
25,600,60,0,3000,5000,25,800
90,150,1,50,12,30,50,1,70,12,1,50,1,1,1,5000
0,2,1,0,2,40,15,5,2,1,0,20,0,1
Apertura Anno scout 2017/2018
Apertura Anno scout 2017/2018
Campo Estivo 2016
Campo Estivo 2016
By Agesci Porto Torres 1
Route Nazionale Comunità Capi 1997
Route Nazionale Comunità Capi 1997
Firma Carta di Clan - 1980
Firma Carta di Clan - 1980
By Agesci Porto Torres 1
Campo Estivo di gruppo 2016
Campo Estivo di gruppo 2016
By Agesci Porto Torres 1
Route Nazionale Branca RYS 2014
Route Nazionale Branca RYS 2014

Per il gruppo scout Agesci Porto Torres 1 il campo estivo di quest’anno è stato caratterizzato dalla riscoperta di tracce, di testimoni coraggiosi, di luoghi significativi. Sono trascorsi quarant’anni dall’inizio delle attività del gruppo scout turritano.

Era infatti il mese di settembre del 1979 quando un capo scout del gruppo Sassari 3, Salvatore Gaias, propose al giovane parroco don Salvatore Ruiu, di lanciare la proposta dell’Avventura scout ai tantissimi giovani che popolavano il quartiere satellite e la nascente parrocchia dello Spirito Santo. Gli inizi furono molto timidi, ma nel giro di pochissimi anni il gruppo iniziò a crescere e tutte le branche scout furono aperte. La sfida, di aprire e garantire la continuità del gruppo, è stata vinta, nonostante le tante difficoltà che possono attraversare i gruppi che si basano sul volontariato e sulla disponibilità di adulti, appassionati di educazione. “Possiamo dire – affermano Chiara Muru e Jacopo Amoroso, attuali capi gruppo – che l’elemento che ha permesso al gruppo di garantire quarant’anni, ininterrotti, di proposta educativa è certamente il fortissimo legame con il territorio (parrocchiale e cittadino) e la consapevolezza, da parte dei tanti adulti che hanno prestato servizio, di rendere un servizio di altissima valenza civica alla realtà locale”.

Per festeggiare il quarantesimo della fondazione, il Porto Torres 1 ha realizzato un campo estivo di gruppo in una località molto cara allo scautismo cattolico italiano. Sulle sponde del Lago di Como, a Colico e nella vicina Val Codera si svolsero, tra il 1928 e il 1945, le attività scout in clandestinità: la legge (la n. 5 del 9 gennaio 1927), una delle cosiddette Leggi Fascistissime, aveva decretato infatti lo scioglimento dei Reparti Scout nei centri inferiori a 20.000 abitanti, e l'obbligo di inserire l'acronimo ONB (Opera Nazionale Balilla) nelle insegne dei rimanenti. Alcuni coraggiosi ragazzi (ricordati come Aquile randagie) si opposero e continuarono a vivere le attività all’aperto e a riunirsi, senza fermarsi un solo giorno. Il desiderio di libertà e di fedeltà alla Promessa scout aveva fornito a ragazzi, alcuni anche adolescenti, di ribellarsi con coraggio a quella che per loro era una grandissima ingiustizia. Il 9 aprile 1928 tutto lo scautismo fu dichiarato soppresso dal Consiglio dei ministri.

Anche il gruppo scout Milano II e il gruppo scout Milano VI deposero ufficialmente le proprie insegne. Ma alcuni di essi si rifiutarono di cessare ogni attività. Usando anche messaggi in codice e cifrati per non venire scoperti, quei ragazzi continuarono a ritrovarsi, tenendo anche regolari campi scout d'estate, tra l'altro in Val Codera, e svolgendo regolari attività scout. Li guidavano, fra gli altri, don Andrea Ghetti, del gruppo Milano 11, detto Baden, e Giulio Cesare Uccellini, capo del Milano 2, che prenderà il nome di Kelly (a lui è intitolata la base scout di Colico) durante la resistenza. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, le Aquile Randagie, assieme ad altri, diedero vita all'OSCAR (Organizzazione Scout Collocamento Assistenza Ricercati) che si impegnò in un'opera di salvataggio di perseguitati e ricercati di diversa nazione, razza, religione, con espatri in Svizzera (noto quello di Indro Montanelli) e concludendo il proprio servizio proteggendo la vita, a guerra finita, ai persecutori di ieri.

“La storia del gruppo scout Porto Torres 1” – affermano i capi gruppo Chiara Muru e Jacopo Amoroso – “deve molto al coraggio delle Aquile randagie. Senza di loro lo scautismo non sarebbe arrivato ai nostri giorni, permettendo ai giovani d’oggi di vivere una bellissima Avventura, preparandosi a diventare cittadini attivi. Il nostro campo di gruppo si svolge nel quarantesimo del Porto Torres 1 e nel settantaquattresimo anniversario di attività dello scautismo cattolico turritano”. Durante il campo, lupetti, esploratori/guide e scolte hanno scoperto la storia delle Aquile randagie, immersi nella bellissima Base scout di Colico e nella Val Codera. Molto suggestiva la route svolta dal piccolo clan/fuoco nella Valcodera: ripercorrere i passi delle Aquile ha toccato profondamente le nostre scolte. Al termine della Route, una di queste ha completato il percorso scout chiedendo di poter prendere la Partenza. Le attività che gli scout turritani (gruppo nautico del nord Sardegna) hanno svolto sono state ovviamente caratterizzate dalla nautica: Kayak in primis, ma non solo. Don Paolo Mulas ha accompagnato lupetti, esploratori e guide, scolte e capi alla scoperta di Giona, permettendo di scoprire le paure, le infedeltà ma anche la disponibilità nel rispondere positivamente alla Vocazione, anche quando questa richiede scelte difficili e impegnative (come quelle di Giona e delle Aquile Randagie). “Anche la scoperta di un Giona molto vicino alla vita di ciascuno di noi ci permette di ritornare a casa con un po’ più di coraggio e di disponibilità ad essere testimoni della nostra Promessa nella vita di tutti i giorni”. 

Gli ultimi due giorni del campo, il gruppo si è spostato a Milano per continuare il viaggio alla scoperta delle Aquile randagie. E’ in questa città che nacque il primo gruppo scout clandestino. Particolarmente emozionante è stata la cerimonia del rinnovo della Promessa nella cripta della chiesa di San Sepolcro: in questo stesso luogo, nel 1928, veniva pronunciata la Prima promessa della Giungla Silente (periodo della clandestinità dello scautismo) da parte di un lupetto.

All’ingresso della Val Codera si trova un’iscrizione, che ricorda “Ciò che noi fummo voi siete adesso; chi scorda noi, scorda sé stesso”. Il viaggio del Porto Torres 1 è stato un segno di riconoscenza verso le Aquile Randagie che ebbero il coraggio di essere fedeli (alla Promessa scout) e ribelli (verso l’oppressione).

Alla fine di settembre, dopo una breve pausa di riposo, gli scout turritani riprenderanno le attività con altri eventi, che si svolgeranno in città, per presentare il loro viaggio nella storia e per continuare a festeggiare i quarant’anni del gruppo scout Agesci Porto Torres 1, con il passo rivolto verso nuove mete.

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BRANCA L/C

Il grande gioco dello scautismo inizia fin da bambini, con la proposta di una esperienza fantastica giocata e vissuta nell’atmosfera della Giungla di Kipling o del Bosco. Nel Branco e nel Cerchio sono accolti bambini e bambine dagli 8 agli 11/12 anni: Lupetti, Lupette e Coccinelle.

BRANCA E/G

Il Reparto è l’unità di ragazzi e ragazze dagli 11/12 ai 16 anni, gli Esploratori e le Guide. Comprende tre o quattro Squadriglie, formate da 7-8 ragazzi o ragazze che progettano e realizzano in modo autonomo attività e imprese.

BRANCA R/S

La branca Rover/Scolte si rivolge ai giovani e alle giovani compresi tra i 16 ed i 20/21 anni e si propone di favorire, attraverso l’autoeducazione, la crescita di ciascuno, nella disponibilità al servizio del prossimo, nello sforzo di maturare delle scelte per la vita.

I CAPI

I capi, i soci adulti e gli Assistenti Ecclesiastici sono coloro che avendo compiuto scelte solide  ed acquisito adeguate competenze, sono impegnati nel servizio educativo di bambini, ragazzi, giovani. Il loro servizio è gratuito. Gli Assistenti Ecclesiastici sono sacerdoti corresponsabili della  proposta scout all’interno delle Unità, delle Comunità capi e degli altri livelli associativi.