I costruttori ammirano la loro opera. Costruire il ponte ha permesso loro di raggiungere un nuovo territorio. Durante la costruzione, alcuni hanno desistito dall’opera; altri hanno continuato il lavoro, portandolo a compimento.

    “Ci sono due lupi che lottano, uno è l’oscurità, l’altro è la luce.  Noi scegliamo di nutrire sempre la luce”.

    Quando si è progettato il ponte, si poteva scegliere un’altra strada, magari sicura, più semplice, già battuta e molto frequentata, “infilarsi” nella massa. Ma dovevamo rispondere a tante domande: come rispondere alla prospettiva del disastro imminente? L’abbiamo trangugiata come un bignè al cioccolato, non abbiamo avuto paura della fine.

    Qualcuno ha cercato di riproporci la visione del nostro futuro nelle più svariate forme: un videogioco, in tv, con un libro, in un film.

    Ieri abbiamo visto che le api e le farfalle cominciavano a scomparire, i ghiacciai si scioglievano, le alghe si moltiplicavano … dappertutto. Il canarino nella miniera di carbone moriva stecchito e non ci facevamo caso. Perché abbiamo costruito un ponte? Perché noi abbiamo visto l’iceberg. Abbiamo avvertito il Titanic. Abbiamo virato a tutto vapore e non siamo voluti andare addosso all’iceberg. Non ci siamo voluti arrendere. Abbiamo sognato il “futuro”, il nostro futuro. Perché da soli non si può fare nulla.

    Oggi, dopo tanto impegno, tanti incontri e relazioni, i nostri piedi lasciano orme su un nuovo territorio. In ogni momento c’è la possibilità di un futuro migliore e siamo qui con un sogno, per fare quello che è necessario perché diventi realtà.

    Guardando il ponte ci chiediamo se siamo stati noi a realizzarlo.

    Siamo stati noi !

    Abbiamo scoperto di far parte di una storia comune. Abbiamo lavorato insieme ad altri costruttori. Abbiamo avuto un sogno e lo abbiamo voluto realizzare insieme, abbiamo condiviso un sogno.

    Abbiamo, anche, attraversato un tempo di limitazione, di incontri e relazioni sospese. E in questo tempo, abbiamo esplorato nuovi luoghi per conservare le relazioni. Abbiamo scoperto anche nuovi limiti.

     

     

    “Il digitale è efficiente, ma anche inespressivo, distaccato per definizione, proprio perché deve celebrare l’immediatezza come valore principale, a discapito di tutto il resto; l’umanesimo, per definizione, è fondato sul dubbio, sulla critica, sulla valutazione, che per loro natura rallentano il processo conoscitivo, che si forma come una stalattite, goccia dopo goccia, tentativo dopo tentativo, critica dopo critica”

    P.Crepet – “Vulnerabili” (2020)

    “43. La connessione digitale non basta per gettare ponti, non è in grado di unire l’umanità.”

    papa Francesco – “Fratelli tutti” (2020)

     

     

    Ora, davanti a noi un immenso territorio, nuovo, da esplorare. Non siamo soli. Qui le persone più brillanti del mondo si sono riunite per cambiare le cose. Cercavano uomini e donne come noi da molto tempo. Scopriamo così la risposta alla domanda che ci veniva rivolta mentre costruivamo quel ponte “Qual è la vostra meta? E se quel luogo in cui niente è impossibile, se quel luogo miracoloso non esiste?”.

    Bene quel luogo esiste, è davanti a noi:

    la CITTA’ NUOVA

    attende i suoi costruttori

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    02 Gennaio 2022
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